
Un’ex dipendente di Jordan Belfort ha rivelato nuovi dettagli sulla cultura interna della Stratton Oakmont, la società di intermediazione finanziaria che ha ispirato il film The Wolf of Wall Street.
La testimonianza fa parte della nuova serie documentaria The Real Wolf of Wall Street, di Paramount+, che ripercorre l’ascesa e la caduta del celebre agente di cambio.
Donna Schlessinger, che ha lavorato alla Stratton Oakmont, ha affermato che molti dipendenti non si rendevano conto di essere inseriti in una cultura basata sul controllo e sull’idolatria nei confronti di Belfort.
Secondo il suo racconto, l’azienda creava un ambiente di euforia costante, con riunioni motivazionali guidate dallo stesso fondatore, celebrazioni della ricchezza e una forte pressione per raggiungere gli obiettivi di vendita.
La Stratton Oakmont divenne nota per le sue aggressive pratiche di vendita di azioni e finì coinvolta in un sistema di frode finanziaria. Nel 1999 Belfort fu condannato per frode finanziaria e riciclaggio di denaro, trascorse 22 mesi in carcere e in seguito iniziò a lavorare come autore e oratore motivazionale.
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Secondo le testimonianze presentate nel documentario, l’ambiente dell’azienda era caratterizzato da eccessi, ostentazione e comportamenti considerati abusivi.
Schlessinger ha descritto una cultura dominata dagli uomini, con poco spazio per le donne nelle posizioni di potere e con atteggiamenti che rafforzavano un’atmosfera di competizione estrema.
La serie cerca inoltre di mostrare le differenze tra la vera storia della Stratton Oakmont e la versione presentata nel film del 2013 diretto da Martin Scorsese e interpretato da Leonardo DiCaprio.
Gli ex dipendenti affermano che alcune situazioni furono esagerate per il cinema, mentre altri episodi furono persino più intensi di quanto mostrato dalla produzione.
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Foto e video: Ufficio stampa / YouTube @CBSNews. Questo contenuto è stato creato con l’aiuto dell’intelligenza artificiale e revisionato dalla redazione.
