Pinkfong vince la battaglia legale sui diritti d’autore di “Baby Shark” alla Corte Suprema della Corea del Sud

Pinkfong vince la battaglia sui diritti d’autore alla Corte Suprema della Corea del Sud
Foto: YouTube Baby Shark

Dopo essere stata accusata di plagio da Jonathan Wright, compositore statunitense di canzoni per bambini, Pinkfong ha vinto la causa iniziata nel 2019.

La Corte Suprema della Corea del Sud ha stabilito giovedì (14) che l’opera di Wright non poteva essere considerata “un’opera creativa”, poiché esistevano già altre versioni di “Baby Shark” precedenti a quella dell’azienda sudcoreana.

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Wright aveva richiesto un risarcimento di 22 milioni di dollari, ma alla fine ha perso la causa.

“La canzone dell’autore è difficile da proteggere come opera derivata con diritti d’autore, poiché non ha raggiunto una modifica sostanziale tale da poter essere considerata […] come un’opera separata dalla canzone orale menzionata in questo caso”, si legge nella sentenza.

+Guarda il videoclip di “Baby Shark”

Sebbene fosse già stata eseguita altrove, è stata la versione di Pinkfong di “Baby Shark” a diventare virale su YouTube. Il video sul canale ufficiale dell’azienda conta oltre 16 miliardi di visualizzazioni.

Wright aveva caricato la sua versione della canzone nel 2011 sul proprio canale YouTube. La sua versione includeva anche il celebre “doo doo doo doo doo doo”, con un videoclip che lo mostrava insieme a bambini intenti a imitare la bocca di uno squalo con le mani.

Prima che il compositore pubblicasse le sue versioni, la versione tedesca di “Baby Shark”, “Kleiner Hai”, era già diventata virale in Europa, seppur in misura minore, nel 2010.

Nel 2015 e 2016 Pinkfong ha pubblicato le proprie versioni con squali animati che cantavano in coreano, e successivamente ha lanciato una versione in inglese con bambini che eseguivano coreografie.

Foto: YouTube Baby Shark. Questo contenuto è stato creato con l’aiuto dell’IA e revisionato dalla redazione.

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